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il femminile di sole
è sola -
il cento perde gli occhi
quando è uno -
il giorno finisce sempre con un no
e questo no si unisce a te -
se non ci fosse il lume della voce
sarebbe bu -
io -
venti -
spa.
.
"Il terrore di una linea retta nel momento in cui si rende conto di essere stata tracciata verso l'infinito." Charles Simic
venerdì 24 aprile 2015
mercoledì 22 aprile 2015
lunedì 20 aprile 2015
.
da queste parti
l'infinito è subito dietro le parole -
e sulle parole meglio non poggiare niente -
nemmeno il pensiero di te
che dormi
al sicuro -
al sicuro lontano da me -
che mi affaccio dalle parole
su altre parole -
vuote come uova succhiate:
il giallo -
il rosso -
del discorso che mi è scivolato dentro -
il bianco dove mi sono sbattuta -
da queste parti di finito è il corpo
visitato dai medici -
dal freddo -
dalla lite che cerca legna -
dal tempo che si stringe -
che si brucia -
si butta -
si ora.
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da queste parti
l'infinito è subito dietro le parole -
e sulle parole meglio non poggiare niente -
nemmeno il pensiero di te
che dormi
al sicuro -
al sicuro lontano da me -
che mi affaccio dalle parole
su altre parole -
vuote come uova succhiate:
il giallo -
il rosso -
del discorso che mi è scivolato dentro -
il bianco dove mi sono sbattuta -
da queste parti di finito è il corpo
visitato dai medici -
dal freddo -
dalla lite che cerca legna -
dal tempo che si stringe -
che si brucia -
si butta -
si ora.
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venerdì 17 aprile 2015
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mi volevi insegnare a partire -
la vita sembrava una prova di saluti -
era sempre l'ultima volta
e mai la buona -
ho imparato l'abisso
e che può essere grande quanto una cartolina -
che una lingua madre può invecchiare
e sconfinare nei figli -
che il corpo può pronunciare parole
che non si dicono mai -
mi hai insegnato
che non stiamo -
che ad andare e tornare ci si mette una vita -
e a fermarsi lo stesso.
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mi volevi insegnare a partire -
la vita sembrava una prova di saluti -
era sempre l'ultima volta
e mai la buona -
ho imparato l'abisso
e che può essere grande quanto una cartolina -
che una lingua madre può invecchiare
e sconfinare nei figli -
che il corpo può pronunciare parole
che non si dicono mai -
mi hai insegnato
che non stiamo -
che ad andare e tornare ci si mette una vita -
e a fermarsi lo stesso.
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venerdì 27 marzo 2015
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mi chiedo se il mio cane è felice
di vederci tornare come nuvole al cielo
in questa parte di cielo -
se il suono delle chiavi le muove la coda
come fa il vento alla tenda -
mi chiedo se quando sorride
sorride alla mia testa sempre coperta
o alla mia voce da pagliaccio -
se quando mi inginocchio
crede le somigli e a qualcuno obbedisco -
cosa sente quando la sera le tolgo il collare
e ci prepariamo ad una notte più bastarda di noi -
se quando mi vede scrivere
mi vede grattare -
mi chiedo se qualche volta pensa di scappare
o si morde l'istinto -
se il tempo è un altro osso da spolpare e nascondere -
mi chiedo se quando mi dà la zampa
è per restare vicine
o per passarmi l'universo.
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mi chiedo se il mio cane è felice
di vederci tornare come nuvole al cielo
in questa parte di cielo -
se il suono delle chiavi le muove la coda
come fa il vento alla tenda -
mi chiedo se quando sorride
sorride alla mia testa sempre coperta
o alla mia voce da pagliaccio -
se quando mi inginocchio
crede le somigli e a qualcuno obbedisco -
cosa sente quando la sera le tolgo il collare
e ci prepariamo ad una notte più bastarda di noi -
se quando mi vede scrivere
mi vede grattare -
mi chiedo se qualche volta pensa di scappare
o si morde l'istinto -
se il tempo è un altro osso da spolpare e nascondere -
mi chiedo se quando mi dà la zampa
è per restare vicine
o per passarmi l'universo.
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giovedì 26 marzo 2015
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Bisogna cercare a
lungo nel foglio
l’orecchio del foglio
–
quando lo trovo
mi pare di trovarti
nel buio prima del
giorno –
nel buio in mezzo al
giorno –
nel buio che mi lascia
il sole
nell'occhio –
e quel che mi sembra
scuro delle parole
invece è il chiaro incerto
che sia un abisso –
che qualcosa finisca
dove comincia lo
strafoglio.
mercoledì 25 marzo 2015
martedì 10 marzo 2015
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Mi sono regalata un
anello –
un ovale meccanismo di
orologio –
lo porto all’anulare
sinistro –
è la mia fede nel
tempo –
una fede smontata -
riciclata –
riunita in un cerchio
un po’ schiacciato –
la fede nei pezzi che
restano –
quei pezzi che nei
giorni bianchi getteresti –
nei giorni rossi
ricordano qualcosa –
ed io sono una parte che
s’insinua in un tempo
che dice ora –
questo tempo ha già
perso una rotella:
troppo sorgente –
s’impigliava in tutto –
ma il tempo si ferma
una sola volta –
e quella sola volta
nemmeno vorrebbe.
.
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