"Il terrore di una linea retta nel momento in cui si rende conto di essere stata tracciata verso l'infinito." Charles Simic
mercoledì 4 ottobre 2017
lunedì 2 ottobre 2017
sabato 20 febbraio 2016
.
Selahattin Yolgiden
il dio di ognuno è dentro di sé
il viso è lo spirito del corpo*, signor Antoine
ecco perché restiamo a osservarci
ecco perché abbiamo gli occhi sul viso
non creda a chi le dice che
il tempo guarisce tutte le cose
perché sulle rive deserte dell'inverno
nelle case dalle lampade accese
nel punto più riposto
abbiamo ammazzato il tempo
e un morto non guarirà mai nessuno
abbiamo dimenticato, e ancora ricordato
eretto templi di menzogne a noi stessi
creduto che fossero sacri
signor Antoine, mi capisca
tutti sono profeti per se stessi
e il dio di ognuno è dentro di sé
l'io di ciascuno è solo per sé...
*Wittgenstein
dalla Rivista Atelier
http://www.atelierpoesia.it/portal/it/
il viso è lo spirito del corpo*, signor Antoine
ecco perché restiamo a osservarci
ecco perché abbiamo gli occhi sul viso
non creda a chi le dice che
il tempo guarisce tutte le cose
perché sulle rive deserte dell'inverno
nelle case dalle lampade accese
nel punto più riposto
abbiamo ammazzato il tempo
e un morto non guarirà mai nessuno
abbiamo dimenticato, e ancora ricordato
eretto templi di menzogne a noi stessi
creduto che fossero sacri
signor Antoine, mi capisca
tutti sono profeti per se stessi
e il dio di ognuno è dentro di sé
l'io di ciascuno è solo per sé...
*Wittgenstein
dalla Rivista Atelier
http://www.atelierpoesia.it/portal/it/
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venerdì 24 aprile 2015
mercoledì 22 aprile 2015
lunedì 20 aprile 2015
.
da queste parti
l'infinito è subito dietro le parole -
e sulle parole meglio non poggiare niente -
nemmeno il pensiero di te
che dormi
al sicuro -
al sicuro lontano da me -
che mi affaccio dalle parole
su altre parole -
vuote come uova succhiate:
il giallo -
il rosso -
del discorso che mi è scivolato dentro -
il bianco dove mi sono sbattuta -
da queste parti di finito è il corpo
visitato dai medici -
dal freddo -
dalla lite che cerca legna -
dal tempo che si stringe -
che si brucia -
si butta -
si ora.
.
da queste parti
l'infinito è subito dietro le parole -
e sulle parole meglio non poggiare niente -
nemmeno il pensiero di te
che dormi
al sicuro -
al sicuro lontano da me -
che mi affaccio dalle parole
su altre parole -
vuote come uova succhiate:
il giallo -
il rosso -
del discorso che mi è scivolato dentro -
il bianco dove mi sono sbattuta -
da queste parti di finito è il corpo
visitato dai medici -
dal freddo -
dalla lite che cerca legna -
dal tempo che si stringe -
che si brucia -
si butta -
si ora.
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venerdì 17 aprile 2015
.
mi volevi insegnare a partire -
la vita sembrava una prova di saluti -
era sempre l'ultima volta
e mai la buona -
ho imparato l'abisso
e che può essere grande quanto una cartolina -
che una lingua madre può invecchiare
e sconfinare nei figli -
che il corpo può pronunciare parole
che non si dicono mai -
mi hai insegnato
che non stiamo -
che ad andare e tornare ci si mette una vita -
e a fermarsi lo stesso.
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mi volevi insegnare a partire -
la vita sembrava una prova di saluti -
era sempre l'ultima volta
e mai la buona -
ho imparato l'abisso
e che può essere grande quanto una cartolina -
che una lingua madre può invecchiare
e sconfinare nei figli -
che il corpo può pronunciare parole
che non si dicono mai -
mi hai insegnato
che non stiamo -
che ad andare e tornare ci si mette una vita -
e a fermarsi lo stesso.
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