martedì 7 febbraio 2012

.



Tienimi lontano, Signore Unico della Vendetta
quelli che si fan vivi solo nella mala sorte
Non farmi incontrare nel mio tempo del dolore
quelli coi quali non ho condiviso gioia
Non piangerò con chi con me non ha riso
e della mia fortuna non ha goduto come sua
Chi non ha spartito con me le furiose tristezze
dei giorni feriali e la banalità generosa d'essere vivi
perché, quando l'aria si fa cupa e l'ala nera
sbatte sui vetri, deve potersi avvicinare
fino a togliermi il fiato? Così ti prego
Signore della Vendetta Sapiente tienimi
lontano i famigliari della mala sorte
almeno finché non tornerò a 
ridere di me e - di te
















                                                       Giusi Quarenghi
                                                        da "Nota di Passaggio"
















.

7 commenti:

  1. poche ore con te,
    sono state un'infanzia. un'altra, per me. e una maturità dolce. e la sventatezza che cattura, come un fazzoletto che vola.

    RispondiElimina
  2. parolesenzasuono9 febbraio 2012 12:38

    bellissima preghiera laica,
    molto religiosa---

    RispondiElimina
  3. son giorni in cui oscillo tra vendette/rancori vagheggiati, e armi da deporre, sconfitte da accogliere, e compassione da regalarmi

    gattaliquirizia

    RispondiElimina
  4. una immersione in onde che si animano e diventano umana preghiera.

    RispondiElimina
  5. ridiamo
    di noi
    e non sentiremo il ghigno d'alcuna malasorte.
    ma in un sorriso ogni dolore resta inghiottito, dalla Lingua.

    un saluto,
    f.

    RispondiElimina
  6. pagine di assoluta qualità, le tue, e anche quelle proposte

    un abbraccio

    RispondiElimina
  7. mi ci ritrovo e mi perdo ancora.

    RispondiElimina