domenica 10 giugno 2012

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Poiein


Tu sei di qui, di questo mondo
l'ombra delle tue dita si stampa
sul candido del foglio, la punta della penna;
stai dentro le parole, stai ogni giorno dentro le parole
nella forma delle cose mentre le si osserva
e ogni forma diventa una forma di tristezza
il tuo lungo ingresso alla cenere.

Rimetta a noi i nostri cieli la parola aggiustata,
un segnale nutrito dal lampo nel poco di nessun conto
nel conto dei giorni vissuti senza cura
e abbracci, ma senza abbagliare,
ogni minuto preso dal vento
e il presente di queste mani
come se fosse eterno.







*



Tra il mio sguardo e il tuo
lo stupore del mio
caduto sulle ginocchia per vedere
come stanno le nuvole
e come le nuvole cambiano quando stiamo davvero.






*




Quando si è scarsi di ragione o senno
          càpita che si scambino
               fischi per fiaschi
              - fa' che càpiti -
           nei sereni di maggio
di' pure che un usignolo più un usignolo
        sommato a un altro usignolo
     è una manciata di spiccioli d'oro
       gettata nell'aria chissà da chi
                   chissà per chi
           magari fra i tanti per te
                 quando sei solo










                                                              Pierluigi Cappello








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5 commenti:

  1. uno dei migliori poeti contemporanei

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  2. bellissima silloge, grazie...

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  3. "Poiein"

    verbo di reminiscenza ginnasiale che trabocca sensi :)

    gattaliquirizia

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